VILLA LITERNO

√® un¬†comune ¬†di 11,938 abitanti della¬†provincia di Caserta¬†in¬†Campania. √ą il cuore della cosiddetta terra dei "Mazzoni". Storicamente, sino al 1860 √® stata parte del Regno di Napoli, in seguito Regno delle Due Sicilie, all'interno della provincia di Terra di Lavoro, nel distretto di Caserta e nel circondario di Trentola.
L'età romana
In epoca romana e fino alla conquista normanna la denominazione della attuale località era Vicus Feniculensis, con riferimento alle prime colture della zona ed alla produzione del fieno. La strada via Feniculenze ne perpetua il nome in ricordo.
Vicus Feniculensis fu eretta a diocesi in epoca costantiniana (IV sec. d.c.). Con Cuma e Atella, Vicus Feniculensis fu infatti una delle tre sedi episcopali che nel 1053 vennero incorporate nella diocesi di Aversa. Il nome originario dell'odierna Villa Literno fu quello di Vico Feniculenze.
Medioevo ed età moderna
Nel corso della dominazione normanna, tra i piccoli feudi, in cui vennero smembrate le diocesi di Capua e di Aversa, si trova notizia di San Sossio del Pantano, oggi zona periferica del Comune, e di Vico di Pantano con chiaro riferimento alla zona acquitrinosa che circondava il paese. Dopo la dominazione normanna, Vico di Pantano passò agli Svevi fino al 1266. Del periodo si sa soltanto che il possesso del territorio era della Famiglia De Apolita e che ad esso risale la costruzione del Castello del re Carlo I d'Angiò, come riserva di caccia.
Ai primi del Trecento Vico di Pantano risulta posseduta da Michele di Cantano, di Messina, padrone del Castello di Pantano, consigliere e familiare della regina Sancia e di Roberto D'Angi√≤ dal quale aveva ricevuto i territori di Vico di Pantano e di Gaudo. All'epoca Vico di Pantano comprendeva le Chiese di San Tammaro, di S.Maria di Villa Vici, di S.Maria da Savilone, di San Pietro, di San Marco e di Santa Maria del Pantano. Successivamente Vico di Pantano pass√≤ alla famiglia dei Carafa ramo Della Stadera. I Della Stadera la ebbero a seguito del matrimonio di Francesco, figlio di Malizia Carafa, con Maria Origlia Della Stadera che l'aveva portata in dote. Nel¬†1528¬†Vico di Pantano ritorn√≤ alla Regia Corte insieme ad altri feudi della Famiglia Carafa e quindi fu venduto ad Alfonso Avalos D'Aquino. Per lungo tempo il territorio fu oggetto di interventi di bonifica che, iniziati dal vicer√© di¬†Napoli¬†Pedro √Ālvarez de Toledo y Z√ļ√Īiga, si protrassero nel tempo e continuarono sino ai giorni nostri ad opera del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno.
Dal ventennio fascista ad oggi
Nel 1927, su domanda del podestà, la località assunse la denominazione di Villa Literno ed abbandonò definitivamente la denominazione di Vico di Pantano. L'attuale denominazione prende il nome del sito archeologico di Liternum, situato sulla rive del lago Patria nell'omonima località frazione della città di Giugliano. Villa Literno è stata compresa nella provincia di Caserta soltanto dopo la ricostituzione dell'amministrazione provinciale nel 1946.
Fonte: Wikipedia

 

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